Costi del parlamento italiano… i dati parlano chiaro (?)

Questa sera, visto che il segnale digitale di La7 reggeva bene (non capita tanto spesso in quel di Taino), mi sono guardato il TG La7, che preferisco rispetto agli altri disponibili in questo momento nel panorama informativo (parliamo di TV) italiano.

Devo dire la verità che, ultimamente, mi pare che la redazione di Mentana stia molto cercando di soffiare sul fuoco dello scontento popolare riguardo le misure prese dal governo e soprattutto i costi della politica e in particolare del parlamento.

Prima di andare al punto di questo articolo, voglio dire che ritengo il parlamento italiano sicuramente mal rappresentato (in quanto formato da candidati non direttamente scelti dagli elettori e, secondo me, purtroppo rappresentativi della parte peggiore dell’Italia) e iper pagato rispetto alla qualità del lavoro svolto. Se tale organo, perno del nostro sistema democratico, svolgesse effettivamente la funzione che gli è richiesta, sono altresì convinto che gli stipendi dovrebbero essere adeguati (intendo comunque alti), perché il compito sarebbe effettivamente gravoso in termini di responsabilità. Ma torniamo a bomba…

Dicevo della foga populista di alcuni servizi anche del TG La7… Stasera si parlava dei costi del parlamento italiano, dopo che oggi la commissione presieduta da Giovannini ha presentato un documento dei dati parziali sui costi del parlamento italiano, confrontati con quelli di altri paesi.
Il messaggio principale del servizio del TG era che il rapporto ha confermato che il parlamento italiano costa molto più che negli altri paesi. Il rapport, da quanto riferito nel TG, diceva però anche che i dati a livello europeo non sono omogenei, e che bisogna essere prudenti nel tirare facili conclusioni, e infine che sono necessari approfondimenti ulteriori. Mi pareva un approccio onesto e condivisibile.
Ho dato anche una scorsa veloce al documento e, in un paio di tabelle, mi pare che ci siano dei costi – ad es. a pag. 16 la dotazione informatica mensile e anche i collaboratori – che, se confrontati con gli altri stati, risultano addirittura inferiori).
Per tagliare corto su queste motivazioni, Mentana ha presentato, come dati inconfutabili, che tagliano la testa al toro e a cui non si può ribattere con frasi attendiste, un grafico proveniente da uno studio del Brasile, che mostra “chiaramente” che il parlamento italiano costa, per abitante, più del doppio rispetto a qualunque altro.
E’ evidente che il nostro parlamento è molto numeroso e ci sono sprechi a iosa, ma mal sopporto l’utilizzo di dati in modo fuorviante o mono-direzionale.
Questa presentazione di dati inconfutabili e portatori di verità senza possibilità di smentita mi ha subito puzzato un po’: come sono stati scelti i paesi elencati; quanti paesi sono stati considerati; quali criteri sono stati adottati; come sono stati fatti i conti; …
Le variabili da considerare sono molte e i dati non dicono quasi mai una sola verità.
Così ho cercato un po’ in internet …
Da qui ho scaricato il rapporto (immagino sia quello citato, o uno con informazioni simili), contenente il grafico incriminato. Il rapporto (redatto da “Transparência Brasil, uma organização brasileira, independente e autônoma”, e quindi credo non propriamente un documento ufficiale dello stato brasiliano) mi sembra ben fatto, con riferimenti alle fonti e la possibilità di cercare conferma dei dati e delle informazioni, ma ovviamente non entro nel dettaglio, non conoscendo niente di portoghese e intuendo il significato delle frasi per assonanza all’italiano e allo spagnolo.
Il grafico mostrato da Mentana è a pag 8 e fin qui tutto bene, né Mentana né il TG La7 hanno detto nulla di falso nei confronti dei dati del grafico.

Subito sotto al grafico però c’è scritto, in portoghese, ma a me sembra comprensibilissimo:

“Na verdade, o custo por habitante não é a melhor forma de avaliar o
peso do Parlamento no orçamento dos cidadãos, porque não leva em
conta os diferentes níveis de riqueza dos países. Um modo melhor de
determinar esse peso é calcular a parcela que o custo por habitante
representa em relação ao salário mínimo anual.”

In pratica dicono che il grafico sopra non rappresenta bene il costo del parlamento perché non tiene conto del livello di ricchezza del paese, e che un metodo migliore sarebbe quello di mediare i costi per abitante anche in relazione al salario minimo annuale.
In questo modo si ottiene il grafico qui sotto, il che non cambia granché la posizione dell’Italia in confronto agli altri stati europei.


Se però Mentana avesse mostrato questo grafico, l’effetto mediatico sarebbe stato diverso, perché l’istogramma è molto più schiacciato e l’Italia risulta avere un costo che è un terzo rispetto al Brasile e al Messico.
Allora, che verità dicono i dati? Solamente quella che si vuole far passare come tale?
I dati presentati come verità sono utili solo a chi li presenta, non certo ai cittadini che dovrebbero ricevere informazioni che li aiutano a capire meglio cosa accade intorno a loro. Dovrebbero invece essere spiegati, in modo certamente semplice, ma corretto e preciso. Utilizzare un grafico, isolato da qualunque contesto, proveniente da un’organizzazione brasiliana quando si stava parlando di Europa, omettendo altre informazioni importanti e altri grafici, non è sicuramente un modo professionale per ribattere e screditare un rapporto di cui probabilmente di volevano evidenziare solamente alcune informazioni.

Lo so che ci sono centinaia di esempi peggiori in giro, ogni giorno (non mi permetto nemmeno di confrontare il TG di La7 con varietà di basso livello come i TG di Rete4 o Studio Aperto di Italia 1). Ma proprio perché apprezzo il TG La7 e in particolare Mentana, mi piacerebbe che i dati e le informazioni venissero vagliate e presentate in modo obiettivo. Altrimenti, anziché generare conoscenza e spirito critico, continuano a incentivare credulità e assuefazione.

Sbaglio?

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