Cos’è l’Open Access?

In questi giorni ho iniziato a seguire un interessantissimo corso online: Open Science: an introduction su una piattaforma chiamata https://p2pu.org/en/ che raccoglie contenuti liberi per costruire un’Università sul web (sulla home page del sito è scritto: “A University for the Web. Built by an open community. LEARNING BY EVERYONE. FOR EVERYONE. ABOUT ALMOST ANYTHING. COMPLETELY FREE.”)

Questo mio articolo e (se trovo il tempo) alcuni che seguiranno, sono una delle modalità attraverso le quali chi decide di seguire il corso può interagire e scambiare opinioni con i facilitatori del corso e gli altri utenti.

Qui una versione in inglese.

Cos’è l’Open Access

Il termine Open Access, in italiano Accesso Aperto, nel suo significato più generale si riferisce alla possibilità di accedere in modo il più possibile libero a contenuti digitali. In particolare viene principalmente utilizzato in riferimento alla disponibilità online di articoli e contenuti pubblicati in riviste scientifiche/accademiche.

Secondo una definizione data da Peter Suber in una sua breve introduzione,

“La letteratura Open Access è digitale, online, gratis, e per la maggior parte libera da copyright e restrizioni legali” (trad. Wikipedia).

In questa definizione troviamo vari elementi che aiutano ad approfondire diversi aspetti dell’Open access:

  • letteratura: ci si riferisce principalmente a pubblicazioni
  • digitale: non si sta parlando di volumi cartacei contenuti ad es. in biblioteche
  • online: la modalità di accesso è internet
  • gratis: l’accesso ai contenuti non deve essere vincolato da costi di abbonamento, sottoscrizione ecc.
  • per la maggior parte libera da copyright: cioè i contenuti possono essere letti, riutilizzati, condivisi ecc. senza particolari vincoli

Perché l’Open Access è importante?

Quando di parla di letteratura scientifica, ci si riferisce a risultati di studi e ricerche di singoli ricercatori o gruppi di ricerca che, solitamente, sono pagati da fondi pubblici. Questi risultati vengono raccolti all’interno di articoli scientifici che, dopo aver superato un processo di controllo e revisione dei contenuti, vengono pubblicati in riviste specialistiche (ad es. Nature, Science).

Ogni risultato della ricerca scientifica ha (o dovrebbe avere) come scopo principale la maggiore diffusione possibile verso il maggior numero possibile di utenti. Se si parla di risultati raccolti ed elaborati attraverso finanziamenti pubblici, risulta ancora più evidente come tali informazioni dovrebbero poter essere raggiunte e riutilizzate il più liberamente possibile per permettere l’aumento continuo della conoscenza e i suoi possibili impatti positivi nella società.

Purtroppo in realtà, molte riviste scientifiche rendono disponibili gli articoli di ricerca solamente a pagamento e con forti limitazioni nel riuso dei loro contenuti. Per assurdo, questo vale anche per gli stessi ricercatori che, tramite le proprie Università o enti di ricerca, pagano abbonamenti (spesso molto onerosi) per poter accedere ai risultati dei loro colleghi.

Il movimento Open Access ha come scopo rompere questa catena assurda e rendere disponibili la conoscenza scientifica a chiunque.

Come riportato su Wikipedia,

“esistono due strategie principali per garantire pubblicazioni ad accesso aperto, con numerose sfumature:

  • Viene definita «via verde» (“green road”) la pratica dell’auto-archiviazione (“self-archiving”), da parte degli autori, di copie dei loro articoli in archivi istituzionali o disciplinari, o ancora nei loro siti personali.
  • Viene definita «via d’oro» (“gold road”) la pubblicazione di riviste in cui gli articoli sono direttamente ed immediatamente accessibili ad accesso aperto. Tali pubblicazioni vengono chiamate riviste ad accesso aperto: l’esempio più famoso sono le riviste dedicate alle scienze della vita dell’editore Public Library of Science (PLoS)[2].”

Varie dichiarazioni e documenti sono stati prodotti negli ultimi anni a sostegno di questo approccio. Qui di seguito ne elenco alcuni sia a livello internazionale sia nazionale:

Il numero di riviste e di articoli pubblicati in Open Access continua a crescere e viene documentato anche in articoli specialistici come ad es. “A longitudinal comparison of citation rates and growth among open access journals

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Un pensiero su “Cos’è l’Open Access?

  1. Pingback: Avete mai provato ad accedere ai risultati di una ricerca scientifica? Non è semplice, ma da oggi, con Unpaywall, è molto più facile! | ilSarrett

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