Fogli di calcolo e open source: perché il Governo Britannico fa bene a fregarsene di Excel

Oggi ho letto questo articoletto in italiano che in realtà traduce e presenta un articolo della redazione del Guardian Data sulla scelta del Governo Britannico di abbandonare i prodotti MS Office per abbracciare strumenti OpenSource quali OpenOffice (e io aggiungo, ancora meglio, LibreOffice).

LibreOffice

E fin qui niente di nuovo.

O invece, buone nuove; nel senso che sempre più amministrazioni, dai livelli locali a quelli nazionali/internazionali, si stanno accorgendo dell’insostenibilità e insensatezza economica—e non solo—di utilizzare software proprietario, in particolare nei—sempre più frequenti—casi in cui validissime alternative open source sono disponibili (e stabili e affidabili) già da tempo.

Ma torniamo all’articolo in questione.

La cosa che invece mi appare nuova e, onestamente, assai curiosa e addirittura inspiegabile, è che nell’articolo, Mona Chalabi sostiene che tale scelta di andare verso l’open source non sarebbe ottimale perché, udite udite, si dovrebbe tenere conto delle incredibili funzionalità che solamente MS Excel sarebbe in grado di fornire. E di seguito vengono elencate 5-6 esempi (secondo me nemmeno granché significativi) di possibili utilizzi fantasmagorici di Excel. E l’articolo si intitola nientepopodimeno che “Seven ways Microsoft Excel could change the world“.

Ora, forse sono io che non ci arrivo, ma non riesco a capire se l’articolo è serio o un pesce d’Aprile in largo anticipo.

Se l’autore avesse sostenuto l’importanza, la semplicità d’uso, la diffusa conoscenza, la facilità di interscambio di dati ecc. che hanno i fogli di calcolo, a scapito magari di formati “nuovi” e più interoperabili (che ne so, csv, json, …) l’avrei capito e sarei stato anche parzialmente d’accordo. Infatti, a fine articolo, si sottolinea che per il Guardian è abitudine pubblicare e condividere i dati utilizzati per i loro articoli tramite i fogli di calcolo di Google Drive e stimolare il download dei dati in fogli di calcolo da parte degli utenti.

Ok, ci posso stare.

Ma l’articolo dice esattamente che il Governo britannico dovrebbe ripensare la propria scelta dell’open source perché Excel, ripeto, Excel, non i fogli ci calcolo, ne sarebbe escluso.

Mi sembra veramente impossibile che l’autore non sappia che esistono validissime alternative a Excel contenute in software open source quali, ad esempio, in LibreOffice e OpenOffice, Calc. Sono anch’essi dei fogli di calcolo che forniscono senza ombra di dubbio tutte le funzionalità elencate nell’articolo come esempi degli strepitosi vantaggi di MS Excel. Per tali esempi, tra l’altro, non sono stati tirate in ballo funzionalità complesse quali tabelle pivot o macro, per le quali forse delle differenze tra soluzioni proprietarie e libere ci potrebbero essere, ma semplici funzionalità di base presenti in tutti i fogli di calcolo.

Mi capita spesso di leggere articoli interessanti sul Guardian Data, ma ora mi vengono un po’ di dubbi sulla qualità degli articoli e la competenza di chi li scrive…

Comunque, in conclusione, se il motivo principale per il quale il Governo Britannico dovrebbe ripensare alla scelta di adottare software open source è che non potranno usare più Excel, allora l’open source ha veramente vinto la sua sfida!

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