Terremoti, mappe collaborative e informazioni aperte

In queste tragiche giornate molto è già stato purtroppo scritto sul terremoto che ha colpito una vasta area del centro Italia e devastato vari centri abitati, provocando più di 200 vittime.

Tra le varie iniziative in corso per supportare l’imponente macchina dei soccorsi, una poco visibile ma attiva e (proverò a spiegarlo poi) comunque utile, è quella della comunità italiana di Openstreetmap.

Per chi non lo sapesse (e credo siano la maggiorparte), Openstreetmap è un progetto collaborativo che ha l’obiettivo di creare una mappa mondiale con informazioni libere, cioè utilizzabili da chiunque per qualunque scopo: www.openstreetmap.org

In pratica è una cosa simile a Google Maps ma, per vari motivi, molto molto meglio (questa è ovviamente la mia opinione :-)).

Dicevo che la comunità italiana di Openstreetmap fin dalle prime ore del 24 Agosto (si veda il thread “Terremoto Rieti” nell‘archivio della mailing list pubblica), si è attivata per dare una mano ai soccorsi facendo quello che sa fare meglio, cioè contribuire a creare una mappa dettagliata della zona colpita. Ciò è utile sicuramente nella fase di primo soccorso, ma soprattutto nelle successive fasi di valutazione dei danni causati dal terremoto. A questo scopo è necessario che siano disponibili mappe aggiornate, dettagliate e facilmente utilizzabili delle aree interessate e questo non è scontato nemmeno in Italia nel 2016.

Se guardate ad la zona di Accumoli (uno dei paesi più colpiti) in Google Maps, nella zona sono presenti le strade principali e poco altro, mentre l’immagine da satellite è sgranata e inutile per il riconoscimento delle case.

GMaps_Accumoli

In Openstreetmap, prima del terremoto, la zona non era mappata adeguatamente e mancavano quasi tutti gli edifici e alcune strade. Per questo motivo è stato creato un progetto di lavoro apposito su OSM Tasking Manager per organizzare il lavoro dei volontari. In pratica la zona colpita è stata suddivisa in quadrati e più di 60 volontari hanno contribuito a “mappare il mappabile” (come scritto nella descrizione del progetto): il lavoro è stato rapido ed efficace e, a distanza di 2 giorni, l’intera zona è stata quasi completamente mappata.

La stessa zona, in Openstreetmap, contiene ora infatti tutti gli edifici del paese.

Mappa Openstreetmap (© OpenStreetMap contributors)

Mappa Openstreetmap (© OpenStreetMap contributors)

La cosa triste è che, purtroppo, la situazione attuale post-terremoto è assai diversa, con numerosissimi edifici crollati. L’esigenza ora è di utilizzare immagini satellitari recentissime, successive al terremoto, e personale sul luogo, per aggiornare la mappa ed evidenziare le abitazioni danneggiate e quelle totalmente distrutte. E così, come scrive Maurizio Napolitano su TheNextTech News, “data provider come DigitalGlobe e il gruppo Copernicus Emergency Management System si sono messi subito al lavoro offrendo immagini e rielaborazioni di tutto quello che i satelliti hanno visto e catturato.”

In questa pagina Copernicus EMS sta aggiornando tutte le mappe della zona con informazioni sul grado di danneggiamento di opere e costruzioni.

Sia Copernicus che Openstreetmap adottano per i loro prodotti delle licenze aperte, che significa che i dati possono essere presi e riutilizzati da altri.

In questo caso, la collaborazione a distanza è assolutamente proficua, in quanto Copernicus EMS utilizza i dati (aggiornati in continuo dai volontari) di Openstreetmap come mappa di base (vedi Tweet qui sotto), mentre Openstreetmap potrà utilizzare tali informazioni per aggiornare e arricchire ulteriormente la mappa.

Negli scorsi due giorni mi sono informato per poter andare a dare una mano sui luoghi del disastro, ma ho capito che è meglio lasciare fare a chi è preparato a farlo.

Nel mio piccolo comunque, oltre che partecipare alle donazioni che via via si stanno organizzando, ho trovato il modo di contribuire con qualcosa di concreto, mappando strade e abitazioni per fare in modo che altri, in loco, possano fare il loro lavoro al meglio. Il bello è che chiunque, con buona volontà e una certa dose di competenza, può contribuire da casa sua! Aggiungo qui il link ad un articolo alla fine del quale ci sono informazioni aggiuntive per chi avesse voglia di provarci: http://thenexttech.startupitalia.eu/56603-20160825-openstreetmap-terremoto-soccorsi-mappe-dati

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