Avete mai provato ad accedere ai risultati di una ricerca scientifica? Non è semplice, ma da oggi, con Unpaywall, è molto più facile!

Per un ricercatore che lavora da molti anni nel mondo della ricerca scientifica (per me si stanno avvicinando i 15….) non sempre è facile uscire dal proprio mondo privilegiato e provare a mettersi nei panni di chi è “fuori” dalla torre d’avorio della scienza.

Proviamo a tralasciare il fatto che la stragrande maggioranza delle pubblicazioni scientifiche sono scritte in inglese e che il linguaggio utilizzato spazia dall’ipertecnico al super-criptico; se un appassionato di natura o di tecnologia, un funzionario di un ente pubblico o un membro di un’associazione di volontari in campo medico, o qualunque cittadino interessato ad approfondire (e investire tempo ed energie) una tematica di interesse, volesse accedere ai risultati di una specifica ricerca scientifica, nella maggiorparte dei casi troverebbe una pagina come questa, che lo scoraggerebbe nel continuare, indicando che per accedere al pdf con l’articolo scientifico, dovrebbe pagare (in questo caso 39.95 dollari).

“Paywall”: per scaricare l’articolo bisogna pagare

Anche qui proviamo a tralasciare alcune cose (in realtà non banali… ma semplifichiamo), ad esempio che:

  • i soldi non vanno al ricercatore (nell’esempio io) o all’ente di ricerca (o Università) per cui lavora (e.g. il Consiglio Nazionale delle Ricerche), ma all’editore della rivista scientifica che pubblica l’articolo (sempre nel caso d’esempio sopra, una rivista che si chiama “Continental Shelf Research“);
  • la suddetta rivista non stampa (e quindi non ti manda a casa) nulla, ti permette solamente di scaricare il pdf dell’articolo;
  • la qualità del lavoro scientifico è garantita da alcuni esperti (ricercatori, accademici) che a titolo gratuito revisionano l’articolo correggendo errori, suggerendo integrazioni, criticando approcci non scientificamente supportati, facendo cioè quella che viene chiamata peer review (cioè revisione tra pari).

Sottolineo invece una cosa fondamentale: il ricercatore, gli strumenti, le analisi, il lavoro di scrittura e di revisione sono quasi sempre pagati con soldi pubblici (fondi di ricerca nazionali o europei).

Purtroppo, per svariati motivi, le modalità di pubblicazione attuali risentono ancora del vecchio mondo editoriale basato sulle copie cartacee (e sui relativi costi di distribuzione) che ora, con le infinite possibilità di diffusione date da internet, non ha più alcun senso. In tal modo gli articoli scientifici vengono tutt’ora per la maggiorparte pubblicati su riviste che “chiudono” l’accesso al vasto pubblico potenzialmente interessato, richiedendo il pagamento di alcune decine di Euro per ogni copia scaricata.

Di questo gli autori degli articoli e i loro colleghi non si accorgono quasi mai, perché le librerie universitarie o degli enti di ricerca pagano per loro una quota forfettaria annuale (assai consistente e assolutamente non relazionata al servizio offerto) alle riviste che copre un abbonamento per tutti i dipendenti dell’università/ente.

Chi sta al di fuori del mondo della ricerca (o anche le università e gli enti che non hanno i soldi per pagare i costi di tali abbonamenti) devono pagare.
In realtà una via alternativa più moderna e più equa esiste e sta prendendo inesorabilmente piede (e alla fine prevarrà… è solo questione di tempo) e si chiama open access (accesso aperto) e di cui ho già scritto varie volte, ad es. qui e qui: in pratica gli articoli scientifici vengono pagati prima della pubblicazione dagli enti, oppure vengono caricati in archivi aperti senza alcun costo, e viene applicata loro una licenza aperta che ne permette l’accesso, l’utilizzo, la distribuzione e la modifica in modo assolutamente libero, solitamente con l’unico vincolo di citare in modo corretto autore e pubblicazione originale. In questo modo, la conoscenza prodotta dal mondo della ricerca viene resa accessibile e riutilizzabile da chiunque.

Ma torniamo al titolo e al motivo di questo breve articolo…

Solitamente la ricerca di informazioni e articoli scientifici avviene attraverso canali e portali di ricerca specifici, come ScienceDirect e i siti web delle riviste (es. Nature, Science). Quando si accede però a un contenuto “paywalled“, cioè a pagamento, o si paga, o si va a ricercare in altri siti specifici se ci sono alternative non a pagamento. Ci sono varie opzioni (tra le quali il derivato scientifico del motore di ricerca Google: GoogleScholar) su cui non mi soffermo, ma che richiedono uno “spostamento” dal sito originale del contenuto chiuso a un altro sito di ricerca.

Da alcuni giorni è invece disponibile una killer app per l’accesso ai risultati scientifici aperti che si chiama Unpaywall: http://unpaywall.org/

Schermata del sito web di Unpaywall

Si tratta di un’estensione per browser, disponibile per Firefox e per Chrome che permette di cercare (e, se esistente, scaricare direttamente) una versione open access dell’articolo a pagamento a cui si è interessati. In pratica accede a una serie di database di contenuti aperti resi disponibili da università e cataloghi tematici che, tramite indicizzazione riescono a trovare corrispondenze tra un articolo cercato e una sua versione accessibile senza pagamento. Non mi addentro sulle specifiche tecniche e organizzative che permettono tutto ciò, ma il risultato—dopo l’installazione delle estensioni—è la presenza di un lucchetto visibile a lato della pagina web che cambia colore dal grigio al verde, oro o blu (qui per maggiori informazioni sul significato dei colori) a seconda della presenza o meno di contenuti aperti scaricabili.

Lo strumento ha fatto subito “il botto” tra i ricercatori, con download in crescita esponeniale e ne stanno parlano in molti, tra cui anche Nature.

Per completezza, ci sono anche alternative (come SciHub) che permettono di scaricare una quantità molto superiore di articoli scientifici, però lo fanno in modo non pienamente legale… e chi mi conosce sa che per quanto mi riguarda ritengo anche questo aspetto degno di considerazione.

Se siete curiosi e lo provate, fatemi sapere se effettivamente lo trovare utile!

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3 pensieri su “Avete mai provato ad accedere ai risultati di una ricerca scientifica? Non è semplice, ma da oggi, con Unpaywall, è molto più facile!

  1. Pingback: Articoli a pagamento? Ora l’accesso alle versioni free è più semplice | BAL Lazio

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